Giovedì 26 Giugno 2008
Tutto su mia madre
Il saluto del Bologna Pride 08 alla città . In collaborazione con Sotto le Stelle del Cinema.
Piazza Maggiore ospita stasera la proiezione del film Tutto su mia madre di Pedro Almodovar, che anticipa il ricco programma di Sotto le stelle del Cinema, la rassegna estiva che inaugura a Bologna il 7 luglio. Clicca qui per scaricare la cartolina del film.
Il film, selezionato insieme dal Comitato organizzatore e dalla Cineteca di Bologna è stato scelto per dare vita ad un nuovo momento di visibilità alle tematiche LGBT attraverso il celebre film del 1999 diretto dal regista Pedro Almodovar. Questa proiezione rappresenta il saluto del pride alla città di Bologna ed esprime il frutto di quella cultura del dialogo e del rispetto tra la comunità omosessuale e a società civile – tutta - che costituisce l’obiettivo culturale e sociale del pride: invitare le città e la società a conoscere la nostra cultura e le nostre istanze per lavorare insieme ad una società più rappresentantiva e inclusiva di tutte le soggettività .
In questo film, la trasgressione viene letta e reinterpretata in modo innovativo ed audace. Ogni eccesso viene mostrato al pubblico non più come effetto ultimo di uno squilibrio, ma viene descritto e raccontato nell’istante stesso della sua genesi. In questo modo, partendo dalle cause (e non più dagli effetti) che hanno dato vita a quel comportamento, le conseguenze appaiono più naturali e consonanti con l’identità più profonda dei personaggi. Almodòvar ribalta il modo di leggere ed interpretare le diversità . Lo fa attraverso un’umanizzazione della trasgressione tout-court ed una riabilitazione del vecchio adagio, secondo cui, “non bisogna mai giudicare, ciò che non si riesce a comprendere nella sua interezza”.
Emblematica è la dedica con cui Almodovar chiude il film: «A tutte le attrici che hanno fatto le attrici, a tutte le donne che recitano, agli uomini che recitano e si trasformano in donne, a tutte le persone che vogliono essere madri. A mia madre»
«Costa molto essere autentiche, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie, perché una é più autentica quanto più assomiglia all’idea che si è fatta di se stessa.» (Agrado)



















