Lunedì 23 Giugno 2008
Il Comitato Pride risponde alle dichiarazioni del Cardinale Caffarra
Ieri, sulle pagine di Bologna 7, supplemento bolognese dell’Avvenire, è intervenuto il cardinale Carlo Caffarra, definendo come “un pericolo sociale i rapporti omosessualiâ€, in quanto privi di un “referente naturaleâ€.
Marcella Di Folco, una dei tre portavoce della manifestazione che riempirà le strade di Bologna il 28 giugno: ‘Per Caffarra il pericolo sociale sono i gay, non la mafia; sono le lesbiche, non le politiche del neo liberismo selvaggio né le guerre che in tutto il mondo seminano fame morte e distruzione; sono le persone transessuali non le violenze perpetrate da numerosi prelati nei confronti di bambini e bambine. Un po’ come accade per l’attuale governo che individua negli stranieri il nemico sociale da combattere con il “pacchetto sicurezza”, non nelle reti della criminalità organizzata di matrice purtroppo tutta italiana.
Vorremmo dire a Caffarra, e a tutti i porporati che sostengono uguali posizioni, che le uniche ‘scelte’ innaturali sono l’astinenza ed il celibato, non accettiamo lezioni di vita da chi sembra avere come obiettivo primario il controllo sociale delle vite altrui. Caffarra non parli di ciò che per scelta ignora. Si ricordi inoltre - Caffarra - che anche il suo Vangelo predica amore, non certo odio verso le persone.
Caffarra non ha mai brillato per sensibilità sociale, moderazione e tanto meno per capacità di innovazione del pensiero della Chiesa rispetto alla questione omosessuale. Tuttavia Caffarra fa il suo mestiere, il dramma sta in chi lo segue e non è un sacerdote ma un politico’.



















