Lunedì 19 Maggio 2008
No del Ministero al patrocinio del Gay Pride bolognese
Il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna rifiuta il patrocinio al Gay Pride Bolognese. Motivo? “Gli omosessuali non vengono discriminati dal nostro governo”. Di seguito la replica del Comitato Bologna Pride.
In un articolo appena pubblicato da il Corriere della Sera, Mara Carfagna, Ministro delle Pari Opportunità, dichiara che “il patrocinio al Gay Pride? Non sono orientata a darlo. Non servono, i Gay Pride”. Dopo aver affermato che per “le istituzioni governative non possono esistere discriminazioni”, con un volo pindarico degno di nota oggi afferma che “per il governo gli omosessuali non sono discriminati”.
Dichiarazioni - quelle del Ministro - al limite della fantascienza. La cui ragion d’essere - è a questo punto evidente- non è una disarmante ingenuità, quanto piuttosto la pericolosa strategia politica di questa destra, e di cui Mara Carfagna è la semplice portavoce. Non potendo affermare apertamente la contrarietà alla concessione di diritti, e dire chiaramente di non voler lottare contro una discriminazione sociale che spinge milioni di persone al silenzio, perché tutto ciò sarebbe intollerabile per un Paese che vuole stare a pieno titolo nell’Unione Europea, si nega l’esistenza della questione stessa, la si aggira, la si depotenzia. Questa ostinata negazione è un argomento allarmante.
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Predicando l’educazione civica e il rispetto si tenta di mettere un bavaglio censorio ad una manifestazione di cui proprio queste posizioni dimostrano l’urgenza.
I partiti del centro-destra al governo, con dichiarazioni xenofobe, alimentano giorno dopo giorno una qualche caccia alle streghe: immigrati, donne che abortiscono, omosessuali sono i bersagli preferiti su cui soffiano i venti di odio alimentati dalle nostre destre incivili ed eversive. E’ forse questo il senso civico di cui ci dovremmo appropriare?
C’è bisogno di rispetto e di educazione civica; e soprattutto c’è necessità di una legge che difenda le persone omosessuali, bisessuali e trans dalle violenze che subiscono.
Ribadiamo a questo punto il significato civico di una manifestazione che ogni anno porta avanti istanze che non sono unicamente proprie del movimento glbt ma più in generale lotta per una società libera, equa e rispettosa delle diversità.
I Portavoce Bologna Pride
Paola Brandolini - Portavoce Nazionale
Marcella Di Folco - Portavoce Nazionale
Emiliano Zaino - Portavoce Nazionale



















